I dati relativi alla distribuzione e alla commercializzazione del libro in Torino (200 librerie nell'area metropolitana, di cui 115 in città) offrono il quadro di una realtà vitale che ha trovato nella Fiera del Libro un palcoscenico di rilievo nazionale e internazionale.
Nei giorni della Fiera, il Lingotto diviene il centro dell'editoria nazionale e un polo di forte attrazione per gli editori stranieri (la particolare attenzione riservata alla dimensione internazionale è testimoniata dalla formula del Paese ospite, che ad ogni edizione offre a visitatori e addetti la possibilità di un incontro ravvicinato con libri, autori ed editori di altre nazioni e culture). L'intraprendenza e la professionalità degli operatori, la ricchezza della tradizione, la solidità dell'infrastruttura, la sensibilità delle cabine di regia istituzionali rispetto al tema hanno recentemente ottenuto un prestigioso riconoscimento da parte dell'UNESCO, che ha scelto Torino come Capitale mondiale del libro nel 2006.
I successi e i riconoscimenti ottenuti dalla Torino dei libri sono la risultante dell'intreccio fra diversi e molteplici fattori e soggetti. L'imprenditorialità editoriale vanta una lunga tradizione, caratterizzata da rigore culturale e passione civile. Basti ricordare sigle prestigiose quali Einaudi, UTET (la decana delle case editrici torinesi, fondata nel 1854), Bollati Boringhieri, Loescher, Paravia, SEI, Allemandi, EDT ecc., ognuna ben riconoscibile nel panorama nazionale per specializzazione del catalogo, cura redazionale, originalità delle scelte culturali.
Nell'ottobre del 2006, per iniziativa dell'Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte, è nato il Circolo dei lettori, primo circolo italiano esclusivamente dedicato ai lettori e alla lettura a voce alta. Situato nello storico Circolo degli Artisti, all'interno di Palazzo Graneri della Roccia, è un luogo dove leggere, da soli o insieme, e ascoltare leggere, condividere interessi e passioni. Uno spazio di aggregazione divenuto in poco tempo punto di riferimento per lettori e scrittori, centro di iniziative e percorsi legati al mondo della pagina scritta: dalla presentazioni delle ultime novità editoriali a cicli di seminari a tema, dalle letture in lingua originale a quelle dedicate ai più piccoli, dai reading multimediali agli incontri con scrittori sia famosi sia esordienti disposti a rendere partecipe della propria esperienza un pubblico sempre molto attento.
Tuttolibri, supplemento settimanale de La Stampa e il mensile L'indice dei libri del mese sono due testate torinesi di informazione bibliografica molto seguite e apprezzate, tanto dagli addetti ai lavori quanto dai lettori curiosi di novità.
Ma la Torino del libro è soprattutto una città di passioni letterarie, di autori e lettori, di storie in cerca di narratori e pubblico. Per chi voglia sperimentarsi come narratore, numerose sono le opportunità formative, di confronto, di competizione. La Scuola Holden fondata da Alessandro Baricco offre un carnet completo di occasioni formative, ospitando nella sua sede di corso Dante corsi tenuti da maestri di scrittura italiani e stranieri.
Agli scrittori esordienti è riservato il Premio Calvino, nato nel 1986 e molto apprezzato per l'alto valore critico della giuria. La caratteristica del Premio Via Po è di essere riservato a scrittori e scrittrici di nascita o di residenza piemontese, oppure che abbiano ambientato in Piemonte fatti e personaggi dell'opera. Intende quindi essere un atto di stima e di incoraggiamento da parte di Enti e Associazioni torinesi nei confronti della piemontesità.
Per chi già ama leggere, ma anche per conquistare alla lettura nuovi appassionati, molte sono le occasioni d'incontro con la parola scritta e i suoi artefici. Il Centro Congressi dell'Unione Industriale propone i Martedì Sera e i Caffè Letterari, per incontrare gli autori e approfondire temi e personaggi della letteratura. L'Associazione Culturale Italiana organizza ogni anno i Venerdì Letterari, cicli di appuntamenti che abbracciano diverse arti e discipiline. Di librerie e biblioteche si è già detto, meritano attenzione particolare alcuni progetti specificamente rivolti ai lettori giovanissimi, quali il Progetto Ludorì e Nati per Leggere, e le iniziative d'incontro con le altre letterature promosse dal Centro interculturale della Città di Torino e dai centri di cultura straniera presenti in città (Centre Culturel Français e Goethe Institut).
Estremamente ricca e variegata è pure l'offerta di iniziative delle biblioteche cittadine, che da tempo, ormai, rivendicano per sé un ruolo che vada oltre quello di semplici "contenitori" di libri, affiancando alla conservazione del patrimonio bibliografico la sua promozione e valorizzazione.
L'insieme delle biblioteche torinesi è estremamente articolato e comprende istituti con diverse caratteristiche funzionali e dimensioni. Il solo Sistema bibliotecario urbano della Città di Torino comprende una rete di 15 biblioteche civiche distribuite sul territorio cittadino, cui si affiancano 2 biblioteche carcerarie e 8 punti di prestito presso scuole, ospedali, associazioni e mercati. Riunite sotto la denominazione di Biblioteche Civiche Torinesi, le biblioteche comunali hanno accolto nel 2008 1.269.764 visitatori e hanno effettuato 910.580 prestiti. Alle Civiche è riconosciuto il ruolo di biblioteche "per tutti", nel solco della tradizione torinese della pubblica lettura, di cui fu alfiere già nella seconda metà del XIX secolo l'editore e consigliere comunale Giuseppe Pomba, che promosse nel 1869 l'apertura presso Palazzo Civico di una biblioteca ispirata al modello della biblioteca pubblica anglosassone. Su tale nucleo originario si fonda la Biblioteca civica centrale, che unisce in sé i caratteri di biblioteca di pubblica lettura e di conservazione e ricerca, vista la ricchezza del suo patrimonio storico e antiquario.
Nelle biblioteche civiche, oltre alla disponibilità di risorse documentarie utili per l'informazione e la lettura, i cittadini torinesi possono fruire di un ricco ventaglio di iniziative culturali, rivolte ad adulti, anziani, stranieri e bambini, possono accedere ad Internet, consultare banche dati e documenti digitalizzati; in alcune sedi sono inoltre disponibili laboratori attrezzati per l'apprendimento delle tecnologie informatiche. Particolarmente attivo è poi il settore che si occupa degli utenti con disabilità di lettura (non vedenti, ipovedenti, dislessici), che cura la registrazione e il prestito di libri parlati e l'acquisizione di specifici ausili tecnologici con cui rendere fruibili i documenti tradizionali o in formato elettronico a quanti patiscano deficit visivi. Alle biblioteche del Sistema bibliotecario urbano si affianca una biblioteca civica specialistica, la Biblioteca musicale "Della Corte" che comprende anche il Centro di documentazione sulla danza.
La biblioteca torinese più ricca di documenti (oltre un milione) è la Biblioteca Nazionale Universitaria, fondata nel 1723. Pur essendo stata colpita da eventi drammatici (un incendio nel 1904 e i bombardamenti del 1942) che hanno danneggiato parte delle sue collezioni storiche, conserva un patrimonio di inestimabile valore, che va dai disegni originali di Juvarra ai manoscritti musicali di Vivaldi, oltre ai manoscitti provenienti dalla biblioteca di casa Savoia. Ma la Nazionale è anche biblioteca di studio e ricerca, di supporto all'ateneo torinese, con vaste collezioni contemporanee, in particolare in ambito umanistico.
Vero gioiello architettonico è la Biblioteca Reale, voluta da Carlo Alberto come istituzione di alta cultura nel campo della storia degli antichi Stati sardi e delle discipline militari, araldiche e numismatiche. Custodisce un patrimonio di 185.000 volumi, 4300 manoscritti, incunaboli e cinquecentine, oltre ad una sezione leonardesca che comprende il Codice sul volo degli uccelli, l'Autoritratto e il Volto dell'Angelo, preparatorio per la Vergine delle rocce.
La ricchezza del patrimonio bibliografico di Torino e più in generale del Piemonte, così come la molteplicità di soggetti attivi nel settore del libro, è tale da richiedere un attento coordinamento di risorse e strategie. In questo senso, centrale è il ruolo della Direzione Regionale Beni Culturali e della Soprintendenza ai Beni Librari da essa dipendente. Questi due settori dell'Amministrazione regionale sono competenti rispetto alle biblioteche, agli archivi, alla tutela, catalogazione e inventariazione del patrimonio bibliografico, operando altresì nell'ambito della promozione del libro e della lettura attraverso il sostegno economico alle molte iniziative promosse nella regione da soggetti pubblici o privati.
Una sintesi fra pubblico e privato nell'ambito della promozione della cultura e del libro in particolare è rappresentata dalla Fondazione per il libro, la musica e la cultura, che, oltre a curare la regia organizzativa della Fiera del libro, promuove attività di studio, ricerca formazione.